ASPETTI MICROCLIMATICI

(a cura di Gilberto Calandri)

 

La parte iniziale della Kef Aziza è nettamente ventilata a causa dei lavori di demolizione fatti dai legionari francesi all’ingresso (doppio ingresso). All’interno le condizioni ambientali sono omogenee. Sia nella grandiosa galleria freatica iniziale (lunga circa 800 metri), sia nelle diramazioni interne , a dimensioni più ridotte, nelle quali comunque non manca il ricambio d’aria (possibili comunicazioni con il plateau soprastante: il dislivello è di un centinaio di metri). Le temperature interne oscillano, nelle gallerie principali tra i 20C° e i 23C° (aprile 2000) corrispondendo alla temperatura media degli altopiani sub desertici (la cavità si apre sopra i 1000 m di quota). Oltre ai monitoraggi termometrici abbiamo effettuato una serie di rilevamenti del biossido di carbonio nelle grandi condotte freatiche nella prima parte della grotta. Le misurazioni di anidride carbonica sono state effettuate (da 1 solo operatore con fotoforo elettrico e maschera per l’assorbimento per la CO2 di espirazione) con pompa manuale a soffietto tipo Drager e fialette (con composto di idrazina e sensibilità 0,01%. Le misure effettuate nella galleria principale o in larghe nicchie laterali indicavano concentrazioni di CO2 bassissimi, circa 200 ppm, simili all’esterno (e uguali grossomodo a quelle di grotte di alta quota dei carsi alpini). Sul soffitto di un condottino laterale di registravano 800 ppm di CO2 e in volta di una marmitta ascendente la concentrazione di biossido di carbonio risultava di 950 ppm (e la temperatura di 24 C°). I valori molto bassi di CO2 si spiegano (oltre che con il ricambio d’aria costante) con la povertà dei suoli sovrastanti, di tipo desertico con ridottissima frammentaria copertura umico – vegetale e quindi scarsa attività bio – pedo – genetica (principale produttrice di CO2). Da considerarsi trascurabile in questo caso il ruolo del guano dei chirotteri. Sia pure preliminarmente sembra anche qui confermato il ruolo microclimatico dei piccoli ambienti, quali fessure specie ascendenti come “trappole” d’aria a lento ricambio con maggiore presenza di CO2 (ed in genere con temperature più alte).

Bibliografia
Calandri G., 2000.
L’anidride carbonica nella Kef Aziza (Marocco): misure preliminari.
Bollettino G.S.I. C.A.I. , 52: pp 8-11