|
L'area che
interessa la grotta di Tazzouguert, KEF AZIZA, fa parte del vasto Hamada
du Guir, un altopiano di circa 1000 km2, che si estende sino ai limiti
delle regioni sahariane e interessa il corpo dello Jebeel Chaaba, un grande
banco calcareo del Turoniano.
La cavità si apre a circa 30 m sopra il letto dello Oued Guir,
segue un asse a direzione SE-NW e ha un andamento prevalentemente suborizzontale;
appare impostata su una frattura generatrice, che si può osservare
costantemente al culmine degli ambienti, e ha una morfologia prettamente
freatica, con cupole di miscelazione che si susseguono incessantemente
sulla volta.
Nella prima parte le dimensioni sono imponenti. In alcuni tratti si notano
delle chiare indicazioni di attività vadosa, che ha reinciso precedenti
riempimenti e depositi concrezionati.
Nella seconda, la grotta si riduce nelle dimensioni, si ramifica più
volte e, pur mantenendo una morfologia freatica, si accentua mano a mano
l'evidenza di una fase vadosa; quest’ultima, talvolta, unisce con
ringiovanimenti e meandri diversi livelli freatici, dove si osservano
gallerie subcircolari o ellittiche di dimensioni metriche.
Molte delle diramazioni di questa zona sono attualmente invase da acque
che non hanno un flusso evidente, ma che non sono stagnanti; inoltre si
notano incisioni che indicano una probabile inversione del flusso idrico.
L'impressione, avuta dalle prime osservazioni, è che si presentino
due fasi ben distinte: una prima freatica, antichissima, di genesi in
falda e terminata con la fossilizzazione; ultima conseguenza dell’abbassamento
della falda, causato dall'erosione dell'Oued Guir che ha isolato lo Jebel
Chaaba e forse ha anche eraso parte del sistema. Una seconda, che interessa
le parti più interne della cavità, a rilevanza vadosa, non
collegata alla genesi del sistema principale, ma più recente, evolutasi
in climi più aridi e con meccanismi speleogenetici sviluppati forse
in litotipi diversi dai primi favoriti dall’assorbimento diffuso
sui pianori dell'hamada, fortemente fessurati.
Bibliografia
V. Castellani,
W. Dragoni. 1981.
La Grotta di Tazzouguert
Keimer Reports 2, Pp.67-69
|