GEOMORFOLOGIA DELL'AREA

(a cura di Giuseppe Repetto)

 

L'area che interessa la grotta di Tazzouguert, KEF AZIZA, fa parte del vasto Hamada du Guir, un altopiano di circa 1000 km2, che si estende sino ai limiti delle regioni sahariane e interessa il corpo dello Jebeel Chaaba, un grande banco calcareo del Turoniano.
La cavità si apre a circa 30 m sopra il letto dello Oued Guir, segue un asse a direzione SE-NW e ha un andamento prevalentemente suborizzontale; appare impostata su una frattura generatrice, che si può osservare costantemente al culmine degli ambienti, e ha una morfologia prettamente freatica, con cupole di miscelazione che si susseguono incessantemente sulla volta.
Nella prima parte le dimensioni sono imponenti. In alcuni tratti si notano delle chiare indicazioni di attività vadosa, che ha reinciso precedenti riempimenti e depositi concrezionati.
Nella seconda, la grotta si riduce nelle dimensioni, si ramifica più volte e, pur mantenendo una morfologia freatica, si accentua mano a mano l'evidenza di una fase vadosa; quest’ultima, talvolta, unisce con ringiovanimenti e meandri diversi livelli freatici, dove si osservano gallerie subcircolari o ellittiche di dimensioni metriche.
Molte delle diramazioni di questa zona sono attualmente invase da acque che non hanno un flusso evidente, ma che non sono stagnanti; inoltre si notano incisioni che indicano una probabile inversione del flusso idrico.
L'impressione, avuta dalle prime osservazioni, è che si presentino due fasi ben distinte: una prima freatica, antichissima, di genesi in falda e terminata con la fossilizzazione; ultima conseguenza dell’abbassamento della falda, causato dall'erosione dell'Oued Guir che ha isolato lo Jebel Chaaba e forse ha anche eraso parte del sistema. Una seconda, che interessa le parti più interne della cavità, a rilevanza vadosa, non collegata alla genesi del sistema principale, ma più recente, evolutasi in climi più aridi e con meccanismi speleogenetici sviluppati forse in litotipi diversi dai primi favoriti dall’assorbimento diffuso sui pianori dell'hamada, fortemente fessurati.

Bibliografia

V. Castellani, W. Dragoni. 1981.
La Grotta di Tazzouguert
Keimer Reports 2, Pp.67-69