Come sappiamo
il Marocco è diviso grossolanamente in varie regioni con caratteristiche
morfologiche ben precise: la zona costiera mediterranea, , il Rif, il
Medio, Alto e l’Anti Atlante.
Nel nostro caso specifico ci interessa dare alcune informazioni riguardo
il Medio Atlante, area nella quale si trova la nostra grotta.
Il Medio Atlante è limitato molto spesso da lunghi solchi longitudinali,
lungo i quali spesso la montagna scende ripida , coperta in gran parte
da intatte magnifiche foreste, che giungono fino a zone tipicamente montane
con vette che raggiungono spesso quote sopra i 2500 m slm e all’estremo
limite NE spesso superano i 3000 m slm. Il Gebel Mussa la cui cima nevosa
si scorge in lontananza fin dalle terrazze di Fez è alto 3190 m,
la vetta più alta è tuttavia il Bu Nasser (3.354 m) che
si trova a dominare la valle del Mulnia, come sperone più orientale
della catena. Il massiccio vulcanico del Jebel Siruà, alto 3304
m e posto alle sorgenti del Sus funge da collegamento tra l’Alto
Atlante e l’Anti Atlante, le cui catene anch’esse ad ossatura
cristallina, si innalzano fino a 2500 metri di quota. Le testate dei torrenti
che convergono a costituire il corso del fiume Dra, originandosi sul fianco
meridionale del Grande Atlante, hanno inciso profondamente l’Anti
Atlante, traverso il quale il fiume si è aperto la strada. A Sud
vi è il Sahara Marocchino, serie di altopiani di nuda roccia, che
nell’Africa Settentrionale vengono denominati “hamada”,
con poche oasi poste nelle zone depresse o lungo i letti degli “uidian”,
scarsamente abitato da gruppi di nomadi, in prevalenza Berberi, e per
la massima parte coperto da steppe. Il più importante gruppo di
oasi è quello del Tafilalet , sull’Uadi Ziz, che esce dalle
gole dell’Alto Atlante Orientale, e la cui valle è (era?)
percorsa da una delle più antiche e frequentate carovaniere che
dal Marocco centrale , per il passo di Telremt, conduce al Tuart e poi
al Niger. La valle del Oued Guir, che proviene e si sviluppa per due terzi
del suo corso in territorio algerino, è caratterizzata per lo più
dalla presenza hamada con altezze che generalmente non superano i 1000
mt, intervallati da numerosi spaccature simili a canyon, percorse, nelle
stagioni piovose, dagli affluenti del Oued Guir. Nelle altre stagioni,
lo scorrimento delle acque è per lo più sotterraneo, con
la presenza di sorgenti anche a grandi distanze dalla zona della grotta.
Un esempio è la Source Bleu de Meski, la cui acqua pare avere origine
nella zona di Tazzouguerte e percorrere circa 70 Km. in direzione SW fino
a riemergere nella sopracitata sorgente situata a pochi chilometri dalla
città di Errachidia. (Informazione personale non suffragata da
alcuna pubblicazione).
Per tutta la valle la vegetazione è molto sporadica, solo arbusti
e cespugli, piccoli palmeti e fioriture di oleandri lungo le rive del
fiume, dove le radici riescono ad intercettare l’acqua di capillarità
per tutto l’anno.
Al termine della valle del fiume Guir, ormai in territorio algerino, le
acque, e l’opera umana, hanno dato origine alla grande diga di Djorf-Torba,
lago artificiale di ingenti dimensioni.
Bibliografia
L’Africa
Migliorini Elio, 1964
Le Montagnes de la Terre vol.1
Frison-Roche R., 1955
|