GEOGRAFIA

(a cura di Alberto Buzio e Mario De Blasi)

Come sappiamo il Marocco è diviso grossolanamente in varie regioni con caratteristiche morfologiche ben precise: la zona costiera mediterranea, , il Rif, il Medio, Alto e l’Anti Atlante.
Nel nostro caso specifico ci interessa dare alcune informazioni riguardo il Medio Atlante, area nella quale si trova la nostra grotta.
Il Medio Atlante è limitato molto spesso da lunghi solchi longitudinali, lungo i quali spesso la montagna scende ripida , coperta in gran parte da intatte magnifiche foreste, che giungono fino a zone tipicamente montane con vette che raggiungono spesso quote sopra i 2500 m slm e all’estremo limite NE spesso superano i 3000 m slm. Il Gebel Mussa la cui cima nevosa si scorge in lontananza fin dalle terrazze di Fez è alto 3190 m, la vetta più alta è tuttavia il Bu Nasser (3.354 m) che si trova a dominare la valle del Mulnia, come sperone più orientale della catena. Il massiccio vulcanico del Jebel Siruà, alto 3304 m e posto alle sorgenti del Sus funge da collegamento tra l’Alto Atlante e l’Anti Atlante, le cui catene anch’esse ad ossatura cristallina, si innalzano fino a 2500 metri di quota. Le testate dei torrenti che convergono a costituire il corso del fiume Dra, originandosi sul fianco meridionale del Grande Atlante, hanno inciso profondamente l’Anti Atlante, traverso il quale il fiume si è aperto la strada. A Sud vi è il Sahara Marocchino, serie di altopiani di nuda roccia, che nell’Africa Settentrionale vengono denominati “hamada”, con poche oasi poste nelle zone depresse o lungo i letti degli “uidian”, scarsamente abitato da gruppi di nomadi, in prevalenza Berberi, e per la massima parte coperto da steppe. Il più importante gruppo di oasi è quello del Tafilalet , sull’Uadi Ziz, che esce dalle gole dell’Alto Atlante Orientale, e la cui valle è (era?) percorsa da una delle più antiche e frequentate carovaniere che dal Marocco centrale , per il passo di Telremt, conduce al Tuart e poi al Niger. La valle del Oued Guir, che proviene e si sviluppa per due terzi del suo corso in territorio algerino, è caratterizzata per lo più dalla presenza hamada con altezze che generalmente non superano i 1000 mt, intervallati da numerosi spaccature simili a canyon, percorse, nelle stagioni piovose, dagli affluenti del Oued Guir. Nelle altre stagioni, lo scorrimento delle acque è per lo più sotterraneo, con la presenza di sorgenti anche a grandi distanze dalla zona della grotta.
Un esempio è la Source Bleu de Meski, la cui acqua pare avere origine nella zona di Tazzouguerte e percorrere circa 70 Km. in direzione SW fino a riemergere nella sopracitata sorgente situata a pochi chilometri dalla città di Errachidia. (Informazione personale non suffragata da alcuna pubblicazione).
Per tutta la valle la vegetazione è molto sporadica, solo arbusti e cespugli, piccoli palmeti e fioriture di oleandri lungo le rive del fiume, dove le radici riescono ad intercettare l’acqua di capillarità per tutto l’anno.
Al termine della valle del fiume Guir, ormai in territorio algerino, le acque, e l’opera umana, hanno dato origine alla grande diga di Djorf-Torba, lago artificiale di ingenti dimensioni.

Bibliografia

L’Africa
Migliorini Elio, 1964


Le Montagnes de la Terre vol.1
Frison-Roche R., 1955